Il fascino della delicatezza

Perché alcune relazioni sono più longeve di altre? Che cosa le rende così affascinanti?

A mio parere non è niente di straordinario, di segreto o complesso, a mio parere sono alcuni particolari che definiscono e circondano la nostra vita, cose che molto spesso si dimentica di fare o di dire.

A mio parere si tratta di delicatezza, di riguardo nei confronti dei sentimenti altrui, di rispetto della personalità e del temperamento degli altri.

Il contesto in cui sono cresciuta non ha mai considerato la sensibilità d’animo una forza, una caratteristica fondamentale per tutti noi.

L’ambiente in cui sono cresciuta prevedeva cinismo, annullamento totale di ciò che di più profondo abbiamo e proviamo, non potevi mostrarti emotivo, non potevi essere libero di essere un essere umano. No, noi anche se bambini dovevamo vivere comprimendo tutto perché gli adulti intorno a noi non conoscevano l’esistenza di un mondo paradossalmente più reale, un mondo sconosciuto alle anime fredde.

E non voglio vittimizzarmi, o piangermi addosso, se devo essere sincera sono grata di aver avuto un’infanzia terribile perché mi ha aiutato, con tanta fatica, ad essere ciò che posso essere oggi. Mi ha svelato il velo di Maya, mi ha regalato la possibilità di amare e rispettare tutti e tutto, di sentire i dolori e le gioie degli altri quindi grazie, grazie infanzia straziante.

Quello di cui parlo è semplice educazione accompagnata ad un po’ di gentilezza a rendere più bello il mondo.

Il fatto che da qualche parte su qualche mezzo pubblico un giovane si alzi per lasciare che una donna incinta si sieda mi riempie il cuore o il fatto che qualcuno da qualche parte condivida tutto ciò che ha con uno sconosciuto riempiono di luce la vita.

Tutte le azioni che invece derivano dal nostro ego, tutte le volte che ce la prendiamo, che pensiamo male, che feriamo qualcuno, che non facciamo il nostro dovere morale allora spargiamo del male e il problema ancora più grande è che poi finisce per diventare una catena di frustrazioni.

Perché la frustrazione è come un virus, è un contagio: continua a spargersi tra le persone finché qualcuno, qualcuno che riesce a superare la paura di affrontare sé stessi, che ha la forza di vedere oltre non lo ferma.

Allora, e solo allora potrà iniziare la cura: la dispersione della delicatezza, della gentilezza. Mi viene in mente un film: “Un sogno per domani(regia di Mimi leder)

Passare il favore

Un film che potrebbe inegnarci tanto, basta solo fermare il nostro ego e accettare il fatto che sbagliamo, che sbagliamo sempre e che proprio per questo abbiamo bisogno degli altri.

Il potere della delicatezza è proprio questo: non riserba paure, insicurezze, nascondigli o misteri, è pura e generosa ma soprattutto ha una forza smisurata.

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