Saper conversare

Se c’è una cosa che faccio molto male è chiacchierare, non so mai su cosa focalizzare la mia attenzione o di che cosa parlare solo in superfice, così finisco per restare in silenzio finché qualcuno non mi dice:《Ma tu non parli mai?》

Non è che non parlo mai è che non ha senso, trovo insensato questo genere di dialogo, mi devo proprio impegnare per riuscire a decodificare l’argomento ogni volta che il silenzio prende il sopravvento.

Quello che non mi piace è che queste conversazioni esistono e continuano a vivere solo per evitare in maniera assoluta il silenzio, onestamente non ci trovo niente di male se non si ha nulla da dire e apprezzo molto chi sa stare in silenzio.

Per me è come fare una scommessa con la mia mente, ongi volta comincio a pensare che parlare di argomenti troppo profondi poi annoierebbe gli altri e magari darebbe loro fastidio, d’altra parte i soliti luoghi comuni annoiano me e non mi riesce a me no che non si entri in profondità e non li si esamini con senso critico.

Ogni volta mi vengono in mente scene come questa:

Lillo e Greg [omaggio al Trio Marchesini]

Quindi l’ultima sponda rimasta di questo tormento è chiedere loro qualche consiglio, di qualsiasi tipo, sì perché ho notato che alle persone piace condividere i loro segreti e poi è bello vedere come si trasforma il loro tedio in eccitazione e disinvoltura.

Ecco è solo a questo punto che poi riesco a liberarmi, a lasciare alle spalle questa superficialità e finalmente a condividere anche io i miei segreti.

Abusi emotivi

C’è stata una figura importante nella mia vita per cui purtroppo io ero inferiore, non meritavo un trattamento da essere umano, un trattamento equo. Questa persona mi trattava con un atteggiamento passivo aggressivo: per lei ero feccia quando stava male, ero ok quando stava bene.

Il mio corpo, le cose che facevo, il modo in cui le facevo non andavano mai bene.

Chiunque era meglio di me, ricercavo conferme nella sua figura, nella figura che assumeva per me, ma lei non me le ha mai date.

A volte nel suo sguardo percepivo disgusto, repulsione come se le desse fastidio la mia persona.

Mi aveva legato a delle catene di dubbi, di complessi di inferiorità per poi dirmi che è tutto nella mia mente, che è solo frutto del vuoto della mia esistenza. Ed è vero, ma quel vuoto viene proprio da tutti gli anni passati nella sofferenza, dentro ad un corpo, una mente, un’anima che le persone che dovevano amare e proteggere, maltrattavano.

Io non sapevo cosa significasse rispetto e amore nei miei confronti, mi ritrovavo solo nelle amicizie negative, nelle relazioni che per me avevano sapore di casa.

Ho capito solo più tardi, solo adesso, che ho tutto il diritto ad essere amata e rispettata per quello che sono, non voglio più cambiare o sentirmi sbagliata. Non perché sono speciale, o diversa, è solo perché me lo merito come qualsiasi altro essere umano.

Tutte le mie idee, opinioni, tutto ciò che ero non andavano bene.

Quando tentavo di uscire da questa relazione allora venivo denigrata perché sono pazza, perché mi sto inventando tutto, perché in realtà questo è l’unico modo in cui io posso essere trattata.

E’ esattamente per questo motivo, è proprio per questa ragione, per questo maltrattamento perpetuo, per questi dolori che io decido, con forza e con delicatezza, con amore e generosità di trattare tutti al meglio, nel migliore dei modi, di usare parole gentili, di non ferire mai nessuno perché non solo so perfettamente come ci si sente ma so anche a quali strade, scelte porta questo abuso fisico ed emotivo.

So che non ne aveva il diritto, non aveva il diritto di trattarmi come ha fatto ma so anche perdonarla perché sicuramente ha sofferto anche lei ma soprattutto perché è giusto così.

Nessuno deve soffrire, non in questo modo.

So che c’è amore, sensibilità, gentilezza e voglio portarle agli altri, voglio scegliere la via opposta perché mi piace vedere sorridere gli altri, vederli felici e sereni, in pace con loro stessi e se posso aiutarli in questo, lo faccio con tutto il cuore.

E’ stato proprio questo inferno durato una vita che mi ha permesso di amare di più.

Io voglio aiutare chiunque stia male perché davvero nessuno deve sentirsi così, perché nessuno ha diritto di abusare di noi.

Il fascino della delicatezza

Perché alcune relazioni sono più longeve di altre? Che cosa le rende così affascinanti?

A mio parere non è niente di straordinario, di segreto o complesso, a mio parere sono alcuni particolari che definiscono e circondano la nostra vita, cose che molto spesso si dimentica di fare o di dire.

A mio parere si tratta di delicatezza, di riguardo nei confronti dei sentimenti altrui, di rispetto della personalità e del temperamento degli altri.

Il contesto in cui sono cresciuta non ha mai considerato la sensibilità d’animo una forza, una caratteristica fondamentale per tutti noi.

L’ambiente in cui sono cresciuta prevedeva cinismo, annullamento di ciò che di più profondo abbiamo e proviamo. Pur essendo solo dei bambini dovevamo vivere comprimendo tutto perché gli adulti intorno a noi non conoscevano l’esistenza di un mondo paradossalmente più reale, un mondo sconosciuto alle anime fredde.

E non voglio vittimizzarmi o piangermi addosso, sono grata di aver avuto un’infanzia terribile perché mi ha aiutato, con tanta fatica, ad essere ciò che posso essere oggi. Mi ha svelato il velo di Maya, mi ha regalato la possibilità di amare e rispettare tutti e tutto, di sentire i dolori e le gioie degli altri.

Quello di cui parlo è semplice educazione accompagnata ad un po’ di gentilezza a rendere più bello il mondo.

Tutte le azioni che invece derivano dal nostro ego, tutte le volte che ce la prendiamo, che pensiamo male, che feriamo qualcuno, che non facciamo il nostro dovere morale allora spargiamo del male e il problema ancora più grande è che poi finisce per diventare una catena di frustrazioni.

Perché la frustrazione è come un virus, è un contagio: continua a spargersi tra le persone finché qualcuno, qualcuno che riesce a superare la paura di affrontare sé stessi, che ha la forza di vedere oltre, non lo ferma.

Allora, e solo allora potrà iniziare la cura: la dispersione della delicatezza, della gentilezza. Mi viene in mente un film: “Un sogno per domani(regia di Mimi leder)

Passare il favore

Un film che potrebbe inegnarci tanto, basta solo fermare il nostro ego e accettare il fatto che sbagliamo, che sbagliamo sempre e che proprio per questo abbiamo bisogno degli altri.

Il potere della delicatezza è proprio questo: non riserba paure, insicurezze, nascondigli o misteri, è pura e generosa ma soprattutto ha una forza smisurata.

Che cosa significa avere un cuore

Per molto tempo,nella mia vita, io non conoscevo i miei sentimenti, le mie emozioni, non avevo la minima consapevolezza del mio mondo interiore.

Non sapevo che si potessero provare sensaziono così forti, emozioni così grandi, troppo intense per un corpo solo.

Vivevo molto nella superficie della mia persona, non avevo mai contattato la mia anima o la mia mente, molto probabilmente perché avrei avuto paura di cosa avrei trovato ed infatti ne ho avuta.

L’unica cosa che sentivo e che sapevo di sentire era questo vuoto che accompagnava i silenzi delle mie giornate.

Poi, e probabilmente era arrivato per me il momento di conoscermi meglio, ho iniziato a sentire la vita in modo diverso, le amicizie che avevo, le cose che mi accadevano, tutto ha iniziato a cambiare colore e tonalità: la mia curiosità voleva arrivare fino all’origine dei miei dolori.

Avevo una regola precisa: conoscermi fino alla cima, fino al nucleo a prescindere da come mi sarei sentita, dovevo lasciar fluire qualsiasi cosa senza ostacolarmi, solo così mi sarei sentita libera, solo sapendo che non avevo più nulla da nascondermi.

Così, e con tanta paura, ho cominciato a soffrire di un dolore necessario, un dolore catartico, lasciandomi scorrere tutto e cercando di comprendere nei dettagli le mie emozioni, capirne il motivo primo.

Fiore di loto

E ogni volta, ogni volta che ho aperto il mio cuore, anche l’altro si apriva e così ci si poteva voler bene davvero.

Questo vale per tutte le emozioni, per tutti i sentimenti. E per quelli più intensi tenevo, tengo tutt’ora, un diario dove lascio tutto ciò che il mio animo trattiene, perché solo così so che potrò amare gli altri ed esserne cosciente.

Io esistevo, non vivevo e anche se si soffre di più, anche se si sente tutto troppo intensamente, non tornerei mai indietro, la vita è bella così com’è senza cancellare nulla, senza nascondersi niente.

Ecco che cosa significa avere un cuore: avere coscienza della propria anima, sapere cosa si sente senza opprimerlo e decidere di provare del bene, di purificare il proprio cuore sentendo tutto con tutta la forza e la potenza con cui ci trafigge, eliminando tutte le nostre insicurezze più intime, solo così si può guarire e in fondo amare.