L’importanza di avere difetti

Mi odiavo, odiavo il mio corpo, le mie maniere, la mia voce, il mio modo di muovermi e soprattutto non sopportavo il mio viso.

Detestavo i miei occhi, il mio sguardo, le mie labbra, il mio naso, non riuscivo a vedere niente in me che riuscissi ad apprezzare.

È stata una battaglia lunga, ardua e difficile quella che ho intrapreso quando ne ho avuto abbastanza e se devo essere onesta ancora oggi risento di questo sentimento nei miei confronti.

Ad esempio a volte devo prendere una pausa e letteralmente fermarmi e ripetermi che va tutto bene, che il mio viso ed il mio corpo vanno bene, che io vado bene esattamente come sono anche se non sento di essere all’altezza.

Io non ero soddisfatta di me, e non era insicurezza era proprio disdegno nei miei stessi confronti, io non volevo essere io, avrei voluto essere chiunque altro ma non quello che ero. Mi è difficile ammetterlo tutt’ora, ma è la verità.

Non so da dove derivi esattamente tutto quello che provavo ma so che ad un certo punto ho dovuto prendere una decisione: avrei passato la vita a nascondermi e odiarmi oppure avrei iniziato ad amare ciò che sono per quello che sono, altrimenti nessuno lo avrebbe fatto al mio posto.

Per un po’ ho aspettato che qualcuno mi travolgesse da quello stato ma non è successo, e non è successo perché doveva partire da me.

Così ho iniziato, come una pazza, davanti allo specchio, chiedendomi che cosa di preciso io non apprezzassi e perché, osservandomi nei minimi dettagli, in tutti i miei movimenti, anche quelli più nascosti soltanto per potermi sentire, almeno per una volta, amata.

Il mio problema più grande era la reazione del mio corpo nelle interazioni sociali, ero solita pensare a che faccia stessi facendo, a quanto fosse ridicola, a dove mettere le mani o in quale direzione guardare l’altro, così finivo per non ascoltare ciò che mi veniva detto.

Per la maggior parte delle volte era un problema personale e intimo,una questione interiore ma alcune volte mi è capitato che qualcuno confermasse la mia voce interiore.

Una volta ad una festa, ad esempio,senza rendermene conto, il mio viso ha deciso di mantenere troppo a lungo un sorriso, e quando tutti avevano sistemato i loro visi nelle solite espressioni pacate io mi trovavo ancora in quello stato, ora imbarazzante, tanto che sono riuscita a leggere nelle labbra di una persona esattamente queste parole: 《Hei! Guarda quella che faccia che ha…ahahahah》

Il mio meccanismo di difesa ha reagito semplicemente cambiando espressione ma niente di più infernale per me che già vivevo un incubo.

Vivevo all’interno di un mondo negativo e in fondo brutto, ma sapevo che c’era qualcosa fuori di più bello, di più interessante per me. Così ho iniziato, dopo tante sofferenze, a rilassarmi, uscendo con uno spirito stoico riuscivo a lasciar andare qualsiasi giudizio, qualsiasi voce mi intimidisse e mi dicesse che ero terribile, che non ero mai abbastanza.

Ho iniziato ad amare piano piano piccole cose di me: dal mio temperamento, dalla mia personalità fino ad arrivare, finalmente, al mio aspetto fisico, fino ad arrivare al mio naso, alle mie labbra e al mio dannato sguardo.

Ora, dopotutto, sono quello che sono e mi voglio bene per quello che sono, così come sono e in qualsiasi stato io sia, perché sono quello che dovrei e vorrei essere, senza esitazioni, senza voci ostili.

Spero davvero che queste parole possano aiutare chiunque stia soffrendo e vivendo questo inferno, spero che possano aiutare a sapere che la luce non è lontana come sembra.

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