Addii e regali

Due cose non mi riempiono il cuore: ricevere regali e fare gli addii.

Per i primi mi sembra di non meritarli, amo farli e rendere felici le altre persone ma riceverli ha un altro gusto e non mi piace congratularmi per cose che non ho fatto, motivo per cui non mi piace festeggiare il mio compleanno: che senso ha festeggiare un giorno in più in cui sono sopravvissuta?

Preferisco ricevere lettere, lettere scritte su un foglio e non su una tastiera, parole espresse dal profondo del cuore, questo sì che mi riempie l’animo Kant!

Fare gli addii è così triste e drammatico che non riesco a reggere il momento. Quando ero piccola e usavo andare in moschea ogni fine settimana, non salutavo mai nessuno al ritorno a casa perché l’ho sempre trovato troppo drastico e non necessario piuttosto condivido la frase con cui Matt Damon salutava gli amici nella trilogia di “Ocean’s”: 《Ci si rivede quando ci si rivede…》

Stand by me-ricordo di un’estate” di Bob Reiner

Ed è esattamente così che mi piace lasciare una relazione, con tre punti di sospensione piuttosto che con un punto fermo e potente. Anche perché poi penso al momento in cui magari mi capiterà nella vita di incontrare nuovamente queste persone e allora penso che se ho dato un addio è impossibile continuare la nostra relazione mentre un saluto generico e leggero lascia aperte le possibilità future di stare di nuovo insieme.

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